SelfTAO a supporto dei pazienti in TAO (Terapia Anticoagulante Orale)

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Solhea Srl dal 2016 è attiva nello sviluppo di SelfTAO, un sistema in mobilità, quale supporto attivo per i pazienti con patologie interessate dalla terapia anticoagulante orale.

Lo studio di fattibilità preliminare ha previsto anche la somministrazione di un questionario specifico, rivolto ai pazienti, dal quale è emerso che i possessori di smartphone, tablet e simili supera il 60% e la quasi totalità risulta fortemente interessata a un’applicazione che sia di supporto nella TAO.
Nel corso delle studio di fattibilità, è stato proposto ai pazienti un questionario avente lo scopo di raccogliere informazioni e pareri circa lo sviluppo di un’applicazione a supporto e monitoraggio della terapia anticoagulante orale a distanza. Le risposte si sono rivelate di grande aiuto per la proponente Solhea SRL, soprattutto ai fini dell’individuazione delle principali necessità del paziente.
Sono stati raccolti un totale di 566 questionari compilati. Il 48% dei pazienti che ha risposto era di sesso femminile, il 52% di sesso maschile; l’età media era rispettivamente di 67,2 e 67,7 anni. In generale, ipazienti che hanno risposto sono in terapia in media da 6,8 anni.
La maggior parte dei pazienti ha risposto utilizzando il link ricevuto via e-mail; di conseguenza, la maggior parte di essi utilizza la mail per ricevere la terapia.
Non è facile valutare se la popolazione in questione possa o meno essere rappresentativa della totalità dei pazienti in TAO, ma è interessante notare che i pazienti che hanno risposto al questionario non sono particolarmente anziani, che quasi la metà ha un livello di istruzione di tipo superiore o universitario e infine che il 61,1% possiede un tablet o uno smartphone e il 4,6% ha intenzione di acquistarne uno.
54,9% dei pazienti ha dichiarato di contatta il proprio medico TAO solo quando ha problemi, mentre il 5,8% afferma di averne bisogno più spesso. Il 31,6% contatta il medico solo quando ha dubbi terapeutici o medici e, di questi, il 9,5% avrebbe bisogno di contattarlo più spesso. Infine, il 13,4% dei pazienti contatta il medico ogni volta che fa il prelievo, ma nonostante questo il 14,5% dichiara di avere bisogno di contattarlo più spesso. In generale, quindi, l’8,1% dei pazienti dichiara che avrebbe bisogno di contattare il medico più spesso di quanto non faccia attualmente, nonostante alcuni abbiano la possibilità di vederlo ogni volta che fanno il prelievo.

Analisi delle risposte al questionario
Oltre a indicazioni di natura generali (sesso, età, livello di studio, anno di inizio del trattamento TAO, etc.), il questionario conteneva anche domande riguardanti in maniera specifica un’applicazione pensata per il paziente in TAO:

  1. sarebbe utile poter vedere la terapia in qualsiasi momento da cellulare o tablet?
  2. sarebbe utile poter inviare messaggi al medico (tramite un’app ad hoc)?
  3. sarebbe utile poter appuntare su cellulare o tablet l’assunzione del farmaco?
  4. sarebbe utile avere una sveglia che ricordi quando assumere il farmaco?
  5. sarebbe utile essere avvisati il giorno prima della data della prossima visita?
  6. sarebbe utile poter vedere su cellulare o tablet lo storico delle terapie effettuate?
  7. sarebbe utile avere a disposizione una guida su come comportarsi in caso di emorragie o cadute?
  8. sarebbe utile avere a disposizione una guida dei farmaci interferenti?
  9. sarebbe utile avere a disposizione una guida degli alimenti interferenti?

Quasi il 90% dei pazienti ha espresso interesse a disporre di una guida sul comportamento da tenere in caso di emorragie o cadute, sui farmaci e sugli alimenti interferenti. Il 57,8% dei paziente ritiene utile avere a disposizione un’applicazione che consenta di consultare la terapia senza essere costretti a stamparla dalla e-mail. Il 58,3% avrebbe necessità di inviare messaggi al proprio medico TAO e, infine, il 53,2% ritiene utile essere avvisato della data della successiva visita.
I pazienti hanno espresso invece un minor interesse per quanto riguarda la possibilità di avere a disposizione una sveglia che ricordi di assumere il farmaco (30%), la possibilità di appuntare l’avvenuta assunzione del farmaco (42,8%) e la possibilità di vedere lo storico delle terapie (43,6%).
In generale, quindi, i pazienti hanno risposto in maniera decisamente affermativa alle domande che riguardano più da vicino il loro stile di vita e il loro comportamento e in maniera per lo più negativa per quanto riguarda lo storico delle terapie (che è di interesse più medico) e l’assunzione del farmaco (che probabilmente ritengono di saper gestire in maniera autonoma), anche se il 29,5% ha dichiarato di avere sbagliato o saltato l’assunzione del farmaco almeno una volta.
È importante infine ricordare che le domande 3 e 4 sono state ritenute poco interessanti probabilmente perché i pazienti assumono i vecchi anticoagulanti, ma potrebbero rilevarsi molto interessanti e molto più apprezzate da quanti assumono i nuovi farmaci anticoagulanti, che, avendo un’emivita molto più breve, devono essere assunti con maggior attenzione.

Queste ed altre informazioni raccolte, sono le basi principali dalle quali Solhea ha fatto nascere il progetto SelfTAO.